Il Morellino di Scansano è divenuto un vino a DOCG, ossia a Denominazione di Origine Controllata e Garantita, a partire dalla vendemmia 2007.
L’apposizione della G alla denominazione DOC del 1978 è il riconoscimento del lavoro che viticoltori e vinificatori hanno svolto nell’arco di decenni per raggiungere la qualità in ogni singola fase della lavorazione e della produzione.

Per la tracciabilità della bottiglia si è così passati dall’utilizzo della fascetta consortile, adottata dal 2004, al contrassegno di Stato, mantenendo però intatto il principio di garanzia al consumatore dell’esatta provenienza del prodotto.

Il disciplinare DOCG pone poche variazioni al Disciplinare storico, che di seguito riepiloghiamo.

I numerosi ritrovamenti archeologici risalenti al periodo etrusco, rinvenuti nelle zone di Scansano e nella valle dell’Albegna, dimostrano come la produzione della vite fosse un elemento importante per la locale comunità etrusca. Orci di terracotta, risalenti al V secolo a.c., nei quali sono stati ritrovati semi di vitis vinifera, statuette bronzee raffiguranti offerenti che impugnano la roncola, strumento tipico del vendemmiatore fino quasi ai nostri giorni, sono solo alcuni dei reperti rinvenuti presso la località rurale degli Usi, fra il comune di Scansano e Semproniano, e presso il sito di Ghiaccioforte, località tra Scansano e Saturnia.

Ed è proprio con la conquista della Fortezza di Ghiaccioforte, nel 280 a.C. circa, che i romani si impossessano dei territori scansanesi, dando ulteriore sviluppo all’agricoltura tramite la nascita di numerose colonie. Veniva così prodotto vino, destinato alle province occidentali dell’impero, come testimoniato dal ritrovamento del relitto di una nave nel mare antistante Marsiglia: il relitto racchiudeva infatti un gran numero di anfore vinarie marchiate con le lettere SES, le iniziali della potente famiglia romana dei Sestii, proprietari terrieri nella zona di Cosa, l’attuale Ansedonia, e già attivi commercianti.

L’esistenza di fornaci per la produzione di anfore vinarie nella zona di Albinia, databili al 200 a.C., confermano la crescita esponenziale delle produzioni vinicole avvenuta sotto i romani, che trovavano sbocco commerciale anche sulla capitale dell’impero, attraverso la via Aurelia e la via Clodia.

DISCIPLINARE STORICO o DOCG?: LE FASI PRODUTTIVE

La zona di produzione


La zona di produzione storica: tutto il Comune di Scansano e parte dei Comuni di Campagnatico, Grosseto, Magliano in Toscana, Manciano, Roccalbegna, Semproniano.

Le uve


Minimo 85% di uve Sangiovese.
Massimo 15% di altre uve di vitigni a bacca nera consentiti nella Regione Toscana.

La produzione


DOCG: 90 quintali per ettaro (DOC: 120 quintali per ettaro).

Storicamente le rivendicazione medie delle uve non hanno mai superato i 90 quintali, a conferma dell’innata e continua ricerca della qualità dei produttori di Morellino di Scansano.

La vinificazione


Le fasi di vinificazione devono avvenire obbligatoriamente nella zona di produzione delle uve, così come previsto dal precedente disciplinare del 1978.

L'imbottigliamento


Imbottigliamento obbligatorio nella zona di produzione delle uve, fatto salvo il diritto acquisito dalle aziende che hanno storicamente imbottigliato il Morellino di Scansano fuori dalla suddetta zona prima del passaggio a DOCG.